Racconti di adele

…La luna che mi ha stregata 🌹

Gli occhi di Emanuele erano incredibilmente espressivi.

Mi guardò intensamente ed io non riuscivo più a pensare, non riuscivo più a ragionare. In lontananza una musica dolce di una chitarra, inebriava quell’aria così estiva e un senso di calore investì tutto il mio corpo.

Non credevo a quello che stava per accadere, tra un senso di malinconia, per un amore che non avrei mai potuto avere, insicurezza e passione, risposi con una voce delicata e leggera, appena accennata:

…Sì, andiamo.

Saranno stati pochi i passi che abbiamo compiuto l’uno accanto all’altra, ma per me erano densi di significato. Immagini dei nostri corpi nudi mi passavano davanti agli occhi, quasi come fosse un film ed io fossi l’unica spettatrice in sala, di un atto di incredibile sconsideratezza. Proprio quello che stavo per compiere.

Pensai: ma non è che vuole solo mostrarmi l’anfiteatro? Non è che mi sto illudendo…poi di nuovo la sua mano sulla mia spalla, appena coperta da un abito sottile. Percepii il caldo del suo corpo, la forza del suo essere così determinato, il suo desiderio e il mio…entrambi proibiti.

La sua mano scivolò lungo la mia schiena e allora eccomi tornata, quella stessa Lolita che a 15 anni faceva impazzire gli uomini con un solo sguardo, era tornata. Lo volevo, lo desideravo e sarei stata disposta a tutto pur di averlo.

Arrivammo davanti l’anfiteatro. Lui mi disse di guardare il cielo, di osservare le stelle e così feci. Poi, in un attimo, vidi l’ombra del suo corpo avvicinarsi alla mia da dietro. La luna illuminava tutto, le stelle erano incredibili e la serata era perfetta.

Mi sfiorò i fianchi, sentivo il suo respiro sul mio collo e mi attraversò l’anima, me la scosse. Percepivo la sua eccitazione e più si avvicinava al mio corpo, più lo volevo. Un bacio sul collo, una carezza sui fianchi ed eccola, tutta la sua eccitazione ora si sentiva benissimo.

Mi girò delicatamente, mi accarezzò il viso e delicatamente mi baciò. Credo che sia stato il bacio più intenso dopo quello con Pietro, il mio insegnante di Tango.

In quell’attimo, quel bacio mi portò in un mondo parallelo, fatto di attimi semplici. Avevo dimenticato che lui era sposato. Per natura io non avevo mai voluto stare con uomini sposati, ma lui era la mia eccezione. Quella notte è stata l’eccezione.

Prese il foulard che avevo legato alla borsa e mi disse di stare tranquilla e di fidarmi. Lo feci. Mi bendò. Il foulard profumava di vaniglia, avevo lasciato la borsa in una stanza inondata da quell’odore. Mi girò. Poi ad un certo punto sentii un rumore, era la cinta dei suoi pantaloni che veniva sfilata velocemente.

…”Adesso rilassati, seguimi, ti guido io”.

Sentivo, camminando, che stavamo spostandoci all’interno dell’anfiteatro. Di nuovo il rumore dei suoi passi era forte, eravamo proprio all’interno. Ero eccitata, era una situazione assurda e incredibilmente diversa da quella che mi ero sempre immaginata.

Utilizzò la cinta per legarmi le mani. Mi avevano sempre spaventata quelle pratiche, non le avevo mai provate ma decisi di abbandonarmi.

Emanuele mi sussurrò all’orecchio: “Tranquilla, non ti faccio del male…anzi”.

Sorrisi, lui mi baciò di nuovo. Mi alzò il vestito, mi accarezzò delicatamente ed io cominciai a sentire il suo odore, era eccitato.
Mi abbassò le mutandine e mi penetrò, fu immediato il mio verso di piacere.

Quella temporanea sensazione di impedimento, anche se non me lo aspettavo, mi eccitava e cavolo se era un potente afrodisiaco.

Entrambi esplodemmo in un forte gemito di piacere, la sintonia era perfetta. Era più di quello che avevo sempre immaginato. Ricordo quella notte come se fosse ieri. Fu una delle volte in cui ho fatto l’amore, non in un letto, tra le più eccitanti di tutte.

Trascorremmo tutta la notte nudi. Facemmo l’amore ripetutamente. Ci addormentammo per un po’ e poi l’alba venne a darci il suo buongiorno.

Mi ricordai che dovevo partire e che alle 8 avevo appuntamento in albergo. Ci rivestimmo e passeggiamo per le fresche strade mattutine di Firenze. Arrivati all’albergo, un nuovo bacio intenso.

Si erano fatte le 6.30. Incontrai il mio capo nella sala da colazione. Dovevo avere proprio un viso scosso, ricordo il commento del mio capo, come se fosse ieri.

…”Adele, la luna piena ha fatto effetto anche a te?Io non ho chiuso occhio questa notte”.

“Già. La luna piena mi ha tenuta sveglia”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *